Data center economy e opportunità per il settore delle costruzioni in Italia

APPROFONDIMENTI TEMATICI

Data center economy e opportunità per il settore delle costruzioni in Italia

17/01/2024

Questa mattina abbiamo partecipato all’evento conclusivo della prima edizione dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, nato da un’iniziativa di ricerca originata già nel 2021, sulla spinta di una richiesta crescente di informazioni e in particolare da

 

  • Interesse da parte delle imprese
  • Evoluzione della sensibilità sul tema da parte delle istituzioni
  • Presenza crescente di competenze specifiche sul nostro territorio

 

In qualità di attore dell’industria delle costruzioni sempre più presente in quest’ambito (di pochi giorni fa la notizia lanciata dal Gruppo GSE relativamente alla nascita di una nuova BU dedicata allo sviluppo di Data Center in Europa) nonché partner IDA – Italian Data Center Association, GSE Italia ha seguito con interesse il lavoro di questa prima edizione dell’Osservatorio Data Center che ha analizzato diversi filoni di ricerca con il ruolo importante non solo di “attore della filiera” ma spesso anche di facilitatore nel riportare le esigenze industriali al cospetto delle istituzioni con l’intento di aprire nuovi tavoli di discussione. Quel che è certo è che il dibattito sul tema è ai suoi albori e quindi estremamente vivo e partecipato. Riportiamo qui in breve le principali evidenze emerse dalla mattinata di speech e tavole rotonde a cui abbiamo assistito oggi.

 

I principali filoni di ricerca della prima edizione dell’Osservatorio e i loro relativi obiettivi sono stati:

 

  • Creare una mappatura esaustiva delle infrastrutture esistenti sul nostro territorio
  • Monitoraggio dell’impatto economico e stima degli investimenti attuali e futuri nel settore
  • Declinazioni e impatti sulle comunità locali della Data Centre Economy

 

 

Fotografia di edifici

 

 

Il mercato, nel nostro paese, restituisce segnali di ottima salute e l’interesse degli investitori in Europa cresce, in particolare su quattro mercati emergenti che comprendono l’Italia oltre a Spagna, Svizzera e Polonia. Se guardiamo avanti, le dinamiche sembrano essere ancor più incoraggianti: nel prossimo biennio si prevede infatti la creazione di oltre 80 infrastrutture e di decine di nuovi attori sul mercato. Per quanto riguarda, in particolare, il mercato collocation (infrastrutture abilitanti) si attesta in crescita del 10% nel 2023 in confronto all’anno precedente, con oltre 650M€. Un mercato già importante di per sé, su cui si basano poi numerosi altri settori fortemente impattanti per l’economia nazionale come gli e-commerce, l’Internet of Things, l’Intelligenza Artificiale, il Gaming, i Social Media, lo Smart working, etc.

 

Fra le tematiche più calde sono emerse, come si può ben immaginare, la necessità e l’importanza strategica della sostenibilità delle infrastrutture abilitanti (Housing), sulle quali si appoggiano le infrastrutture IT (Hosting) e di conseguenza la distribuzione e relativa fruizione di servizi digitali a valore aggiunto.

 

Laura Castagna, Group Director Datacenter & Technical Infrastructure del gruppo Retelit, ha riportato come, dalle imprese, arrivino oggi richieste di infrastrutture sempre più ad alta efficienza energetica e basso impatto sia intermini di emissioni “embodied” (imputabili alla fase costruttiva) che di emissioni operative (imputabili alla struttura in funzione) portando quindi l’attenzione sull’importanza di saperle concepire, a monte, come realmente ecosostenibili e certificare come virtuose in questo senso. Castagna ha poi chiuso con un riferimento alle direttive legate al PNRR, sottolineando come le imprese di costruzione che non sono in grado di garantire questo tipo di standard a livello di sostenibilità ambientale e sociale rischieranno di rimanere completamente tagliate fuori dal mercato in generale e da questo in particolare.

 

Minacce e opportunità del settore

Quali sono le principali sfide per il nostro paese, che ormai, come abbiamo visto, si attesta tra i mercati europei di maggior interesse per gli investitori del settore?

 

  • Mercati FLAPD e loro rallentamento (zona fulcro per il settore, tra le città di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino)
  • Edge computing, ovvero infrastrutture di prossimità: come sottolinea uno studio Gartner dello scorso anno, assistiamo a una crescente necessità di prossimità tecnologica e di servizio per accompagnare la trasformazione digitale e saremo sempre più abituati a ragionare in termini di data residency (mantenere i dati vicino a dove nascono e dove vengono utilizzati).
  • Cloud sovereignity e dati locali, vale a dire che la territorialità dei dati, in alcuni settori, diventerà sempre più elemento di sovranità percepita

 

data centre - library

 

 

Con l’intervento di Vittorio Calaprice, rappresentante in Italia della Commissione Europea, il dibattito si è poi concentrato sull’hype che il tema dell’Intelligenza Artificiale ha avuto nel 2023 e che ha condotto con sé la necessità di una maggior strutturazione normativa: siamo di fronte alla “nuova era” dei dati, che si costruisce insieme al suo stesso sistema normativo, atto a regolarne la gestione e la circolazione. L’intelligenza artificiale sta già cambiando il modo in cui noi tutti viviamo e lavoriamo, ma ha già oggi, e avrà sempre più in futuro, un bisogno di potenza di calcolo crescente a livello esponenziale. Occorre quindi comprendere da subito come ridurre la capacità energivora attraverso standardizzazioni dei processi e certificazioni. La controparte positiva è, ovviamente, l’indotto che questo tipo di infrastrutture apporta al territorio, che si traduce anche in un tema di occupazione giovanile e opportunità.

 

In sintesi, ciò che si evince da questo primo anno di analisi condotte dall’Osservatorio, è che

  • Il mercato è promettente e quello italiano appare particolarmente attrattivo per investimenti di nuovi player internazionali.
  • Le opportunità per la creazione di nuovi posti di lavoro nella filiera dei Data Center sono concrete e portano con sé una serie di impatti positivi anche in altri settori ad esso collegati
  • Un’ulteriore effetto virtuoso sarà il rientro in Italia di parte dei mercati digitali ad oggi maggiormente valorizzati all’estero

 

Infine, con l’ultimo intervento dell’On. Giulia Pastorella, Deputata della Repubblica e Consigliera al Comune di Milano, si è avuto modo di concentrarsi su un aspetto davvero fondamentale, ovvero la necessità di una proposta di legge per aiutare e sostenere la digitalizzazione che preveda delle agevolazioni, soprattutto dal punto di vista burocratico, per la costruzione di edifici su brownfield, ovvero in zone già edificate che possono essere oggetto di demolizione, bonifica e riqualificazione, soluzione alternativa al greenfield, che prevede invece l’occupazione di suolo su terreni agricoli. È evidente quanto la prima opzione sia preferibile, per un presente e un futuro più sostenibile.

Se il quadro normativo riuscirà a tenere conto e facilitare gli aspetti legati a fattori come tempistiche di approvazione dei progetti o le questioni burocratiche appena citate, le prospettive future (15 miliardi di investimenti stimati entro il 2025) sono più che incoraggianti.

 

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